Xenon Party @ Otel
19-Apr-12 20.00 | 1.088 visite
Torna puntuale dopo un anno a Firenze l’atto terzo dello XENON Legendary ‘80, il party scintillante in cui viene ripercorsa in una sola notte la magia che si respirava un quarto di secolo fa nello storico club di Scandicci. Sarà così messa in scena nel corso della serata di Giovedì 19 Aprile all’Otel Varieté di Firenze una vera e propria “walk of fame”, come accade sui red carpet di Hollywood.
Come buona tradizione vuole dopo i The Rockets, i Santa Esmeralda (esibitisi nel 2010), Sandy Marton e Den Harrow (nel 2011), quest’anno il centro del palcoscenico sarà tutto per le esibizioni di due leggendarie icone: Paul Young e gli Snap!. Il primo ha fatto ballare le discoteche italiane dei primi anni Ottanta con “Love Of The Common People”, ha rivaleggiato con Mick Hucknall dei Simply Red per conquistare il cuore delle teenagers di quegli anni duettando con Zucchero in “Senza Una Donna (Without A Woman)”. Gli Snap! invece hanno rivoluzionato il genere “dancefloor” con il loro sound innovativo che coniugava l’hip-hop con l’eurodance a cavallo tra gli anni’80 e ’90.
A seguire la pista sarà affidata alle musiche di Marzio dance, Enrico Tagliaferri (che proporrà anche il suo vasto repertorio di videoclip) ed Andrew Novelli. A cornice di tutto animeranno il paco le “Go Go Girls” con il loro coloratissimo look a tema che richiamerà l’atmosfera “Drive In”.
Sempre restando in tema “Drive-In”, tornerà sulla scena dopo tanto tempo per l’occasione Enzo Braschi, il mitico Paninaro autore di numerose macchiette comiche ispirate agli stereotipi degli anni ottanta. Creatore di slogan tormentone, Braschi è stato uno dei comici di punta della fortunata trasmissione Drive-in. Tra i vari personaggi interpretati, il più famoso resta sicuramente il paninaro (wild boys! wild boys!), immortalato anche in “Italian Fast Food”, film d’exploitation del fenomeno paninari prodotto dai fratelli Vanzina nel 1986. La sua esibizione sul palco di Otel condirà la one-night con un mood “Trooooppoo Giusto!”.
PAUL YOUNG (BIO)
Paul Young nasce a Luton il 17 gennaio 1956 e come molti ragazzini inglesi della sua stessa generazione comincia la sua carriera musicale strimpellando indifferentemente basso o chitarra nei classici complessini di amici del quartiere. Uno di questo, la Streetband, si guadagna una breve notorietà nazionale con il singolo “Toast” ma dura poco e nel 1979 la band si scioglie. Però il giovane Paul ha in mente la carriera musicale, non si perde d’animo e con alcuni amici di quella prima esperienza rimette insieme un gruppo, i Q-Tips che si dedica al soul e alle cover del tempo della Motown e soprattutto inanella qualcosa come 700 live show in tutta l’Inghilterra nel giro di tre anni (oltre a un disco da consegnare alla cronaca intitolato “Chrysalis”). È così che Paul roda la sua voce imparando a stare davanti al pubblico come frontman e quando nel 1982 anche i Q-Tips si sciolgono la CBS lo mette sotto contratto come solista. Paul Young si porta dietro il tastierista della sua ultima band, Ian Kewley, che lo segue nel gruppo di supporto, i Royal Family affiancati dalle voci femminili delle Fabulous Wealthy Tarts: il suo singolo di debutto “Iron Out The Rough Spots” esce proprio alla fine del 1982 ma è con il successivo pezzo, la cover reggae-pop di “Love Of The Common People” di Nicky Thomas che Paul Young si guadagna il suo primo posticino nel firmamento degli anni Ottanta. Il successivo singolo è ancora una cover, questa volta “Wherever I Lay My Hat (That’s My Home)” di Marvin Gaye, e trascina il conseguente album “No Parlez” alla vetta delle pop charts inglesi: pompato da altre cover come “Come Back And Stay” di Jack Lee e soprattutto “Love Will Tear Us Apart” dei Joy Division il disco vende milioni di copie in tutto il mondo mentre Paul Youg si imbarca in tour mondiale di pari successo: ma è proprio nel corso di quella tournée che cominciano a fare capolino i primi problemi con la voce che ne influenzeranno la successiva carriera: il 1984 è un anno di riposo anche se Paul Young non nega il suo contributo a “Do They Know It’s Christmas?” accettando l’invito di Bob Geldof a far parte della Band Aid. Dopo quell’esperienza torna ancora nelle classifiche mettendo a frutto le sue doti di interprete con l’ennesima cover (“I’m Gonna Tear Your Playhouse Down” di Ann Peebles) che trascina il suo secondo album “The Secret Of Association” del 1985 e soprattutto il suo maggior successo di sempre, l’ennesima cover della sua carriera: “Every Time You Go Away” pescata in un misconosciuto album di Hall & Oates del 1980. Con il suo terzo disco “Between Two Fires” Paul Young (con l’aiuto del sempre presente Ian Kewley) si concentra su materiale originale da lui scritto ma nonostante le vendite soddisfacenti questo lavoro non ripete le hit a catena dei precedenti e segna l’inizio della discesa della sua carriera: passano ben quattro anni, segnati dal riposo e dai soliti problemi alla gola, prima che Paul Young riappaia con una rivisitazione di “Oh Girl” e soprattutto con il duetto con Zucchero in “Senza Una Donna (Without a Woman)” inserito nella compilation “From Time To Time: The Singles Collection” che riporta il suo nome nella top ten charts inglese. Gli anni Ottanta sono ormai davvero passati, Paul Young vive ancora un picco di notorietà con “What Becomes Of The Brokenhearted” che dalla colonna sonora del film “Pomodori Verdi Fritti Alla Fermata Del Treno” passa direttamente nelle classifiche dei singoli ma i due album successivi (“The Crossing” del 1993, l’ultimo per la Columbia e “Reflections”, una raccolta di cover soul che esce l’anno successivo per la piccola etichetta Vision Music) segnano la fine della sua carriera pop: i problemi di voce sono ormai ingestibili per dedicarsi continuamente alle performance e Paul Young scompare dalle scene e si ritira per recuperare la sua voce e produrre nuovo materiale. Riappare nel 1997 con un album omonimo che denota forti influenze country ma non è quello che i suoi fan si aspettano da lui e una nuova notorietà si riaccende quando il revival degli anni Ottanta induce molti di quegli artisti a imbarcarsi in piccoli tour inglesi molto apprezzati. Ormai però anche Paul Young non ha più voglia di perpetuare quella stagione e mette in cantiere un nuovo progetto musicale, una band tex-mex e country chiamata Los Pacaminos con cui pubblica un omonimo album nel 2002 e si dedica all’attività live nei piccoli club.
SNAP! (BIO)
Il gruppo Snap! nasce da un progetto tedesco composto dai produttori Luca Anzilotti e Michael Münzing. Il loro primo grande successo che finisce nelle hit europee, The Power, nel 1990, coniuga l’hip hop con l’eurodance. È una rivoluzione nel genere da discoteca. Fino al 1996 usciranno altri successi quali Ooops Up, Cult of SNAP!, Mary Had A Little Boy, Rhythm Is A Dancer, Welcome To Tomorrow. Il loro primo successo, The power, è ripreso dal rapper newyorkese Chill Rob G. Anche il logo del gruppo è una trasposizione del logo dei 70 anni della casa discografica jazz STAX. Rhythm is a dancer è basata sulla canzone “Auto-Man” del gruppo elettro-hiphop Newcleus; in Italia diventa il singolo più venduto del 1992. Dal 1993 le nuove sonorità non avrebbero più compreso pezzi hip hop. Welcome To Tomorrow (1994) arriva al primo posto nella classifica francese e fu disco di platino in Germania. Nel 2000 è uscito Gimme a Thrill, che sancisce il ritorno del rapper Turbo B. e Maxayn; nel 2002 Turbo B. remixa i vecchi successi degli Snap! e nel 2003 è uscita la raccolta dei maggiori successi.In realtà il primo singolo degli Snap! The Power è uscito nel Dicembre del 1989, pur riportando sulla copertina la data del 1 gennaio 1990.
Ore 20,00 CENA BUFFET - Ore 22,30 DISCO MUSIC
Indirizzo > Otel – Via Generale Dalla chiesa 9 – Firenze



Inaugurazione TOUCH



















1 commento per ora
back to the old school!!!!
))
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