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Florence Queer Festival

28.nov.10 | 409 visite


Florence Queer Festival, Rassegna internazionale di cinema, video ed altre arti a tematica gay, lesbica e transgender. Presentazione VIII edizione: dal 26 Novembre al 2 Dicembre presso Cinema Odeon “Queer Cinema”, dal 23 Novembre presso Teatro di Rifredi “Queer Theatre”, dal 5 Novembre nelle librerie di Firenze “Queer Book”, dal 13 Novembre “Queer Art”, il 9 Novembre “Queer Music”,  sabato 4 Dicembre al Viper “Queer Party”.

La VIIIa edizione del Festival, si terrà a Firenze dal 26 novembre al 2 dicembre 2009, nell’ambito della 50 Giorni di Cinema Internazionale a Firenze, al Cinema Odeon, nella sede dell’associazione Ireos e in altri luoghi della città (librerie, teatri) e vedrà ancora una volta al centro l’immaginario queer, attraverso cinema e video, con proiezioni pomeridiane e serali di opere nazionali e internazionali, di recente produzione ed in gran parte inedite per il nostro paese, che spaziano dal documentario alla fiction, dall’animazione al video e al 35mm.

Cinema e video, ma anche teatro e fotografia, letteratura e costume, sono al centro del percorso che proponiamo per raccontare l’universo gay, lesbico e trans, un’identità queer in continuo movimento e mutamento, che intende superare gli stereotipi nei quali la cultura lgbt è stata a lungo costretta: una cultura oggi sganciata da uno stretto legame identitario, che sappia parlare a tutti, e racconti storie nelle quali l’identità sessuale sia uno degli elementi all’interno della narrazione.

Sfogliando ad uno ad uno i titoli del programma, come assaggiando i biscotti al cioccolato appena sfornati sotto lo sguardo complice e divertito della cuoca, sono tante le sorprese che ci aspettano, all’interno di una rassegna che vuole offrire in primo luogo quel cinema di qualità a tematica queer che nel nostro paese non riesce a trovare spazio nei normali canali di distribuzione.

Molte opere saranno accompagnate dai loro autori e autrici, con i quali avremo modo di discutere e confrontarci. I temi più ricorrenti nelle pellicole di quest’anno riguardano omossessualità e fede; gay, lesbiche e transgender in contesti rurali e di provincia più o meno profonda; omofobia e intolleranza; nord e sud del mondo con alcune delle proposte più interessanti del nuovo cinema queer latinoamericano; nuove famiglie e omogenitorialità come uno dei percorsi di vita più straordinariamente normali per le persone lgbt; un’intera giornata organizzata in collaborazione con l’Assessorato al Diritto alla Salute della Regione Toscana su quello che ha significato e significa l’AIDS cercando di capire come mai 25 anni dopo l’edipemidia si sia trasformata in una convivenza obbligata con la malattia.

Nella prima serata il festival sarà ufficialmente” aperto da un site specifc work a cura di Brunellla Baldi (progetto Massimo Poccianti), Scarniture, con performaces liberamente tratte da Brokeback Mountain, Miriam si sveglia a mezzanotte, Le lacrime amare di Petra von Kant e performance finale a sopresa sul palcoscenico dell’Odeon.

Il festival quest’anno presenta oltre 29 titoli tra lungo e cortometraggi con nove anteprime italiane ed europee. Tra queste segnaliamo i documentari Cul de Sac di Ramin Goudarzi Nejad e Mashad Torkan (presenti alla proiezione), toccante docu-fiction basato sulla vicenda reale di Kiana Firouz, lesbica iraniana che rifugiata in Inghilterrra incontra Sayeh, giornalista e militante, impegnata sul tema dei diritti umani in Iran; Out in the Silence di Joe Wilson and Dean Hamer, un sorprendente viaggio tra amore e odio nell’America rurale, tra bullismo, radiclismo religioso, omofobia ed inaspettata solidarietà; Prodigal Sons di Kimberly Reed, nel quale la problematica dell’orientamento sessuale, dei legami familiari e della malattia mentale sono esplorate dalla regista con intensità e sincerità, raccontando il proprio percorso attraverso la provincia americana. Tra i lungometraggi in anteprima, Nacidas para Sufrir dello spagnolo Miguel Albaladejo, ironica commedia di caratteri ambientata nel sud della Spagna, dove due donne, un’anziana e la sua domestica tuttofare mettono su famiglia scombussolando tutto il paese e le reciproche famiglie. Il film sarà distribuito in Italia da Atlantide Entertainment nella sua linea Queer Frame (www.atlantideentertainment.com/queer.html).

Dell’emergere della genitorialità di gay e lesbiche, con il desiderio e la capacità di dare affetto, cura e protezione ai figli, all’interno di famiglie “arcobaleno” tratta, il documentatio svizzero Due padri per David di Renato Pugina (presente in sala), presentato al festival in anteprima mondiale. Il Documentario girato nell’arco di un anno segue Mario e Valter nel loro percorso verso la genitorialità, tra l’Italia e la California, desideri, sogni, paure di una coppia gay che vuole fortemente avere un figlio.

Quest’anno il festival dedica un focus speciale al tema Omosessualità e Fede con una giornata (domenica 28 novembre) ricca di ospiti e anteprime, il cui evento centrale sarà la proiezione del film Prayers for Bobby di Russel Mulcahy (già regista del cult Highlander), film intenso e drammatico che racconta la storia vera di una madre e di un figlio e delle loro comunità. Grazie anche ad una superba interpretazione di Sigourney Weaver nel ruolo della madre, il film ha ricevuto negli Stati Uniti grande attenzione dal pubblico e unanime consenso dalla critica. Nelle intenzioni del produttore, presente alla proiezione, e del distributore il film deve servire come strumento di confronto e dialogo, e su loro suggerimento, abbiamo scelto di offrirne gratuitamente la visione al pubblico. Nel corso della giornata verranno anche presentati i risultati di una ricerca su religione e omosessualità svolta in collaborazione con l’Università di Firenze. Tra gli altri titoli in programma nella giornata, oltre ai già menzionati Cul de Sac di Ramin Goudarzi Nejad e Mashad Torkan e Out in the Silence di Joe Wilson and Dean Hamer, Fish out of Water di Ky Dickens, divertente e intelligente ani-doc che analizza contestualizzandoli i passi dei sette versetti delle Scritture usati solitamente per condannare l’omosessualità; Children of God del giovane e applauditissimo Kareem Mortimer, ambientato nelle bellissime Bahamas, tanto belle quanto soffocate da radicalismo religioso e omofobia con il suo volto più crudele ed ipocrita.

Largo spazio trovano quest’anno pellicole, lungometraggi e documentari, del Nuovo Cinema Queer Latino-Americano che sta riscuotendo successi e consensi di pubblico e di critica in moltissimi festival internazionali, letteralmente invasi di pellicole provenienti da paesi dove non a caso si vanno affermando quei diritti civili ancora negati in Italia. Il programma ha il suo interno lavori da Argentina, Brasile, Perù e Caraibi. Tra questi: il magico Contracorriente di Javier Fuentes-León, già vincitore del premio del pubblico al Sundance festival e selezionato per rappresentare il Perù agli Oscar per miglior film straniero; Plan B, soprendente esordio alla regia dell’Argentino Marco Berger, presentato al Festival di Roma nel 2009 (e recentemente acquisito dalla casa di distribuzione torinese Atlantide Entertainment nella sua linea Queer Frame); Dzi Croquettes, di Tatiana Issa e Raphael Alvarez (presente in sala) straordinario documentario che ricostruisce non solo un pezzo di storia recente e misconosciuta del Brasile ma anche quella del gruppo che ha fatto la storia della cultura pop e queer a partire dagli anni settanta.

Non possono mancare nella rassegna titoli che hanno raccolto successo di pubblico e di critica nei principali festival lgbt in Italia e nel mondo: BearCity di Douglas Lagway, graditissimo ospite all’apertura del festival, con la sua Sex and the City in versione grassa, grossa e pelosa, inno orgoglioso e divertito alla sottocultura ursina; And then came Lola di Ellen Seidler e megan Stiller ispirato all’ormai classico Lola corre di Tom Tykwer; il coraggioso e toccante documentario autobiografico Postcard to Daddy di Michael Stock (presente alla proiezione); Hannah Free, di Wendy Jo carlton, meravigliosamente interpretata dall’icona Sharon Gless (Queer as Folk), e che affronta la tematica delle unioni omosessuali, la definizione di famiglia e le difficoltà che possono nascere quando si vede la persona amata diventare anziana e fragile; il sorprendente e pluripremiato Topp Twins: The Untouchable Girls della neozelandese Leanne Pooley sulla vita delle amatissime e strabilianti gemelle Topp, icone gay e tesoro nazionale della Nuova Zelanda allo stesso tempo; il thriller The Owls, di Cheryl Dunye, coraggioso progetto nato dalla collaborazione tra artisti e filmmakers uniti in un collettivo artistico multietnico e che unisce fiction e interviste alle protagoniste stesse con lo scopo di creare un nuovo modo di fare cinema; Ander, di Roberto Cáston (presente in sala), originale e intensa storia d’amore e ritratto insolito di vita gay rurale nella campagna basca, realizzato anche grazie al supporto del Dipartimento alla Casa e agli Affari Sociali del Governo Basco che lavora con la locale comunità GLBTI (il film sarà distribuito in Italia da Atlantide Entertainment nella sua linea Queer Frame); L’ Homme est une femme comme les autres e La Folle histoire d’amour de Simon Eskenazy del francese Jean-Jacques Zilbermann (presente alla poriezione), due originali commedie che, riprendendo le vicende dei protagonisti a dieci anni di distanza, trattano con freschezza e intelligenza i temi dell’identità trans, dell’omogenitorialità, della tradizione ebraica e del rapporto genitori-figli; i due pinguini innamorati del The Gus & Waldo Show dalla matita di Massimo Fenati (presente alla proiezione) che finalmente sbarcano al cinema (da protagonisti) dopo essere diventati delle strisce meravigliose (per il Times), intelligenti e spassose (per il Guardian) e dopo oltre 70.000 copie tradotte in inglese, portoghese, finlandese e ora anche in italiano.

Tra i titoli italiani in programma, si segnalano Felliniana di Simone Cangelosi e Luki Massa (presenti alla proiezione), dedicato a Marcella di Folco e alla sua avventura cinematografica con Fellini, La Capretta di Chagall di Silvia Novelli (presente alla proiezione), vincitrice come miglior corto alla 25° edizione del Torino GLBT Film festival, e Pisa 1979-2009. La prima marcia gay 30 anni dopo del Comitato di Pisa (presente alla proiezione Andrea Pini), documentario che rievoca la nascita, il significato e le conseguenze di una giornata dalla portata storica.

Il 1° dicembre, giornata mondiale contro l’AIDS il festival proporrà film, documentari e corti dedicati al tema dell’AIDS, in collaborazione con l’ASL 10 Assessorato Diritto alla Salute Regione Toscana. Tra i titoli in programma ben tre anteprime italiane: The Fire Within di August Moon, sulla vita dell’attivista Bob Bowers che lotta quotidianamente con l’AIDS da 27 anni e che ci mostra con crudezza cosa volgia dire la convivenza cronica con l’AIDS; Sex is an Epidemic di Jean Carlomusto, documentario (in anteprima europea) che ripercorre le lotte e le difficoltà dei primi attivisti nella lotta all’AIDS negli anni di Reagan e che si interroga con lucidità sui nodi ancora oggi rimasti irrisolti in termini di educazione, prevenzione e responsabilità politica; Rock Hudson – Dark and Handsome Stranger di Andrew Davies, che utilizzando interviste e un incredibile reportorio cinematografico hollywoodiano fa luce su questo grande attore che riuscì a condurre una vita pericolosamente bilanciata tra pubblico e privato. Tra i lungometraggi, The House of Boys del lussemburghese Jean-Claude Schlim (presente alla proiezione), affresco appassionato e drammatico di un epoca che ormai esiste solo nei ricordi dei sopravvissuti, quella della completa libertà sessuale bruscamente interrotta dal diffondersi del virus.

Per la prima volta quest’anno il Festival dedica una sezione speciale dell’ottava edizione del VideoQueer sul tema dell’AIDS, della percezione del rischio e della sua prevenzione. Il titolo della sezione, che prevede un premio di 1.000 euro per il miglior video, è “SE HAI TESTA FAI IL TEST”. La premiazione avverrà il 1° dicembre al Cinema Odeon durante la Giornata Mondiale contro l’ AIDS.

Nell’ambito del festival avrà luogo anche la selezione e premiazione dei migliori video del concorso VIDEOQUEER 2010, il primo ed unico concorso italiano per corti della durata massima di tre minuti a tematica gay, lesbica e transgender.

Sabato 4 dicembre Grande Festa di Chiusura FLORENCE QUEER PARTY al Viper di Firenze dalle ore 22:30, con i Rio Mezzanino in concerto.

L’ottava edizione del Florence Queer Festival è dedicata a Marcella di Folco, fondatrice del MIT (Movimento Identità Trans) e storica attivista del movimento LGBT recentemente scomparsa. Con Marcella che non ha mai perso di vista gli interessi della comunità e la concretezza delle azioni, il movimento italiano ha perso una delle sue colonne, ed il festival vuole quest’anno essere anche un momento per ricordare insieme al pubblico il coraggio con cui Marcella ha dedicato la sua intera vita alla dignità e ai diritti di tutte e tutti indistintamente

Il Florence Queer Festival è organizzato dall’associazione Ireos, Centro Servizi Autogestito per la Comunità Queer di Firenze, in collaborazione con Eventi s.r.l. e Arcilesbica Firenze. La Direzione Artistica è di Bruno Casini e Roberta Vannucci, l’organizzazione generale di Silvia Minelli e Fabrizio Ungaro, consulenti al festival Paolo Baldi e Massimo Poccianti.

QUEER ART

Il Festival propone quest’anno la mostra fotografica “Back on Marbles” dell’abruzzese Francesco Astolfi, a cura di Bruno Casini. Il vernissage si terrà il 13 novembre, alle ore 18 presso l’associazione Ireos in via de’ Serragli 3.

Un corpo nudo sul marmo.
La solitudine non ha bisogno di volti.

E Dio piegò il popolo per la via del deserto Esodo 13, 18

I fantasmi hanno forme indistinte, evanescenti, a volte opache: in ogni caso è difficile immaginare uno spettro con i tratti del volto ben definiti.
Il volto è identità, gli occhi una finestra sull’anima, da cui l’anima fuoriesce e si manifesta al mondo.
Il fatto di chiudere le palpebre ai defunti forse è paura di vedere, dalle pupille immobili, l’abisso, e dall’abisso essere osservati.
I fantasmi hanno andature bizzare. Stare in piedi, dritti verso la realtà, non è una loro prerogativa.
I fantasmi vivono in una dimensione ambigua, avvolti da una luce insolita.
“Back on marble” è il racconto di uno spazio di corpi senz’anima, lontani dalla storia, senza identità.
Dietro, sul marmo, vediamo poco. Dietro, sul marmo, c’è tutto quanto basta a non essere niente, se non icone corporali sospese nel limbo universale del nascere, crescere, e morire.
E poi, e solo, e sempre: il corpo.
È poi, è solo, è sempre: il corpo.
Il dolore, il piacere, la vita, la morte. Tutto passa per il corpo.
E dietro, sul marmo, solo le icone corporali di anime lontane, piegate per la via del deserto.

Francesco Astolfi

QUEER BOOK

Tra gli eventi che precederanno l’avvio della rassegna cinematografica, saranno numerose le presentazioni di libri ed incontri con autori ed autrici nelle principali librerie cittadine, curati da Bruno Casini. Tra gli ospiti di quest’anno Luca Scarlini (Sacre sfilate, Guanda), Sciltian Gastaldi (Tutta colpa di Miguel Bosé, Fazi), Antonello Cresti (Lucifer over London. Industrial, Folk Apocalittico e Controculture radicali in Inghilterra, Edizioni Aereostella), Steve Sylvester (Reading poetry Malcom Mc Laren. Poesia, memorabilia, copertine, immagini ,foto.), Isabella Maria Zoppi (Grande,Grande,Grande, Zona), Mimma Scigliano (Amore senza diritti – Storie di coppie omosessuali con figli, Zona), Bert d’Arragon (La Libellula, I.S.R.Pt Editore).

Sabato 4 Dicembre 2010, in via de’ Serragli 3, presso ArciLesbica Firenze , ArciLesbica presenta la I Edizione del Premio di Laurea in Studi sul Lesbismo e sul Genere dedicato a Moira Ferrari
(ore 10.00-13.00 Assegnazione del Premio e esposizione dei lavori premiati, ore 15.00-18.00 Seminario aperto: Visioni del lesbismo e prospettive delle ricerche).

QUEER THEATRE

Dopo il grande successo della passata edizione, prosegue la collaborazione del Festival con il Teatro di Rifredi, consolidandosi in questa VIII edizioni con la reazione di una sezione specifica dedicata al Teatro, e la co-produzione dello spettacolo di chiusura del Festival. Tre i titoli presentati quest’anno nella rassegna.

Morning has Broken – Una Vita spezzata dedicato a Matthew Shepard ( 23 novembre)
Elaborazione drammaturgica di Massimo Stinco da “The Laramie Project” di Moises Kaufman e “The Meaning of Matthew” di Judy Shepard, NoirDesir.it and The Blue Seagull International Production, con Vladimir Luxuria e Giulia Cavallini, Livia Chiavolelli, Ludovico Fededegni, Simone Marzola, Vania Mattioli, Diletta Oculisti, Nicola Pecci, Marcello Sbigoli.

“Morning has broken – Una vita spezzata” vuole dire che Matthew Shepard è morto. Che un ragazzo di ventun anni è stato ucciso. Che i suoi assassini furono due coetanei. Che lo derubarono, picchiarono, torturarono. Per un unico motivo: Matthew era gay. Con un unico movente: omofobia.
Sette attori danno voce a molteplici personaggi, vicini ciascuno alla vicenda del giovane, sebbene con ruoli, intenzioni ed intensità diverse, e lo fanno sotto lo sguardo e sotto la guida accorta di Vladimir Luxuria, nel ruolo di una madre che di quei volti, fatti, ricordi, dolori ne ha fatto il manifesto per una storia che ha tanto da insegnare e che non merita di essere dimenticata.

Esattamente cinque settimane dopo la morte di Matthew Shepard, Moises Kaufman e alcuni membri della sua compagnia Tectonic Theater Project andarono a Laramie, nel Wyoming, la città in cui avvenne il terribile e violento episodio. Realizzarono circa 200 interviste agli abitanti e a una parte di coloro che furono coinvolti nella vicenda, prima e dopo l’assassinio. Da queste interviste fu scritto un testo teatrale intitolato “The Laramie Project”, in assoluto uno dei testi più rappresentati oggi in tutto il Nord America. Alcuni mesi fa è uscita negli Stati Uniti una biografia di Matthew Shepard scritta da sua madre Judy. Da qui l’elaborazione dei due testi curata da Massimo Stico che già cinque anni fa aveva messo in scena, in forma molto semplice, “The Laramie Project” con il titolo“Le luci di Laramie”.

Ecco che è nato “Morning has broken – Una vita spezzata” che prende il titolo da una famosa canzone di Cat Stevens che, ci dice Judy Shepard, era la canzone preferita di suo figlio. E fu un mattino alle cinque che i genitori di Matthew furono svegliati dalla telefonata che comunicava loro il tragico ricovero del figlio in coma; e fu il mattino del 12 ottobre che Matthew morì nell’ospedale di Fort Collins.

Lo spettacolo è presentato in forma di oratorio, solenne, essenziale, in uno spazio scenico nudo , privo di scenografia: otto sedie, otto microfoni, un leggio, uno sfondo bianco, un video.

Benzina (25 novembre)
di Daniele Falleri, regia di Andrea Bruno Savelli
tratto dal romanzo di Elena Stancanelli
con Rita Conte, Diletta Oculisti, Rita Silvuni, e Andrea Bruno Savelli
elementi scenici di Michele Ricciarini

Benzina: una storia d’amore pulp e noir. Stella è cresciuta in mezzo all’odore inebriante di un distributore di benzina e alla generosità rozza dei camionisti. Lenni viene da una famiglia borghese dove regna la convenzione e l’ipocrisia. Le due ragazze ventenni vivono e si amano in questa oasi felice. Lenni decide di svelarsi alla madre. Ne nasce un litigio nel quale Stella interviene in difesa della ragazza che ama e in un impeto di rabbia fracassa la testa alla madre con una chiave inglese. Lottando contro l’angoscia e la rabbia le due ragazze cercheranno per tutta la notte di ingegnarsi per far sparire il cadavere e continuare il loro amore di sempre. La madre, che ricompare fantasma, le accompagnerà con ironico cinismo in questo loro cammino non privo di ostacoli.
Benzina è il travolgente romanzo d’esordio di Elena Stancanelli, scrittrice fiorentina che ha studiato all’Accademia d’Arte Drammatica di Roma; ambiente che diventa lo sfondo del suo secondo libro di successo “Le attrici”, ambedue pubblicati da Einaudi. La riduzione teatrale del romanzo è di Daniele Falleri, regista e autore pisano trasferitosi a Roma dove ha lavorato sia in teatro che in televisione a fianco di artisti prestigiosi come Nino Manfredi, Franca Valeri, Paolo Villaggio, Giampiero Ingrassia e Urbano Barberini.

Io non so chi sei (3 e 4 dicembre)
di Giancarlo Pastore, riduzione e regia di Angelo Savelli
con Gennaro Cannavacciuolo e Nicola Pecci
al pianoforte Michelangelo Giaime Galliano

In scena tre dei nove racconti che compongono il libro di Giancarlo Pastore “Io non so chi sei”.
Personaggi e storie che si muovono tra solitudini, scelte decisive, lutti, storie ironiche e divertenti, ipocrisie famigliari, ricerca di sé stessi.
“Io non so chi sei” si confronta con la società e i suoi pregiudizi e, nel frastuono di denunce urlate, di violenze mediatiche e non, di falsi e veri moralismi, mantiene l´equilibrio e scende nell’animo mostrando in tutta la sua vulnerabilità e durezza un mondo spesso interpretato per stereotipi.
Un uomo s’invaghisce di un fioraio e ne nasce una strana relazione in cui le parole sono sostituite da un complesso linguaggio di omaggi floreali, dalle romantiche avances ai perfidi insulti. Un giovane universitario si reca a Los Angeles per mettersi nelle mani di un santone che gli ha promesso di guarirlo dalla sua omosessualità: incontrerà terremoti, serpenti e soprattutto bei ragazzi. Un ragazzo, turbato dalla malattia del possibile compagno, si sfoga con l’inquilina del piano di sopra, un travestito che ha sostituito il mondo reale con le canzoni di Mina.
A dar voce – nel vero senso della parola – a quest’umanità al tempo stesso semplice ed eccentrica, sono stati chiamati due valenti attori/cantanti: il giovane ma già apprezzato Nicola Pecci, ed il bravissimo e poliedrico Gennaro Cannavacciuolo, da molti anni un vero e proprio beniamino del pubblico del Teatro di Rifredi

QUEER PARTY

Festa al Viper Theatre sabato 4 dicembre, ore 22:30

Rio Mezzanino in concerto
Line Up:
Antonio Bacchiddu – lead vocals
Federica Fabbri – guitars & vocals
Oretta Giunti – drums & vocals
Leonardo Baggiani – bass & vocals
Emma Erdas – viola

Una voce profonda avvolta in un mix di calde sonorità acustiche e acide incursioni elettriche, atmosfere western scandite da ritmiche ossessive, liriche visionarie come un miraggio su distese i sabbia.

Fondato a Firenze nel 1997 il progetto Rio Mezzanino ha sperimentato negli anni un intreccio fra mondi musicali mai troppo lontani per contaminarsi (rock, folk, indie, elettronica), con riferimenti al rock americano, ai cantautori degli anni ’60-’70 fino ad oggi (De Andrè, Doors, Tom Waits, Pj Harvey, Calexico) e a sonorità più contemporanee (Massive Attack, Air, Portishead).

Nel 2007 hanno vinto il Demo Award di Radio Rai1 consegnato al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza. Nell’aprile 2008 è uscito “Economy with Upgrade”, il primo LP, dove morbide noir-ballad, sapori di bossa e ritmi da cavalcata leggera si mescolano con andature solenni, distorsioni da deserto messicano e danze gitane (produzione Danza Cosmica e Rio Mezzanino, cover illustration & graphic design Igort, distribuzione Audioglobe). Nel dicembre 2008 hanno realizzato “The Sky Underground. Songs for the living and the dead”, uno spettacolo che fonde musica, cinema e teatro (regia e montaggio di Andrea Montagnani e Dimitri Chimenti).

Nel 2010 è stato autoprodotto il nuovo EP “Together to get out” , il videoclip dal singolo “Sleep together” (regia e cooproduzione Alessandra Gori, fotografia Michele Nassuato) e il film-documentario “Cancelli di fumo” (regia Francesco Bussalai, produzione Regione Autonoma della Sardegna) con la colonna sonora dei Rio Mezzanino.

Contatti: http://www.myspace.com/riomezzaninomusic

QUEER MUSIC

Eventi Music Pool e Florence Queer Festival presentano il duo Fred Hersch e Nico Gori (pianoforte e clarinetto), evento di chiusura dell’ottava edizione del Florence Queer Festival 2010.

Fred Hersch, pianista e compositore, e Nico Gori, clarinettista, saxofonista e compositore, insieme in una collaborazione che si pone l’obiettivo di scavalcare i confini dettati dai generi musicali, spaziando da atmosfere classiche ai suoni della contemporaneità, dalla canzone alla totale improvvisazione, senza alcun pregiudizio o clichè.

Il sodalizio musicale ed umano tra Hersch e Gori nasce dalla voglia reciproca di fare musica insieme; musica nel senso più alto e nobile; musica che si snoda ovunque ella desideri andare, accompagnata dal fine pianismo di Fred Hersch e dal suono morbido dei legni di Nico Gori.

Il duo ha già al suo attivo concerti in Europa e in America, tra cui Porgy and Bess a Vienna, Sunset/Sunside a Parigi, Kitano’s e The Falcon a New York, dove ha riscosso notevole successo di pubblico e critica.

Hersch è un attivo sostenitore della lotta contro l’AIDS,sia come portavoce appassionato che come promotore per le raccolte fondi:una causa a cui è particolarmente sensibile vista la sua stessa lotta contro l’HIV che dura ormai da oltre vent’anni. Ha prodotto ed eseguito quattro album per scopi benefici e numerosi concerti di beneficenza a favore dell’associazione Classical Action-Performing Arts Against AIDS e della Broadway Cares Equità Fights AIDS.

Sala Vanni
Piazza del Carmine, 14 -Firenze
Giovedì 9 dicembre 2010, ore 21.15
Ingresso a pagamento. Per info e prenotazioni: € 12/10


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